SALAAM - EXCURSUS D'ARTE PER I BAMBINI PALESTINESI
di di Raffaele Gavarro © Marmor - Il Manifesto Cooperativa Editrice
Sulle tracce della Pietra, quella il cui suono è risposta
alla forma, e il colore scoperta dalla luce. Sulla punta del ferro
che cerca l'anima. Sul battere continuo della bocciarda, che apre
pori all'aria. Lì sta l'essere nobile dell'uomo-scultore,
nell'immobile essere-pietra.
Per Frans Ferzini, scultore che vive a Torino, ma originario
dell'Alto Appennino parmense, la montagna è il luogo del tutto,
monumentale elevazione della materia al cielo.
In essa sono presenti quei rapporti dualistici - vacuum-massa,
materia-antimateria, informe-forma - che sono i dati fisici e
concettuali dello scolpire.
La pietra come parte di quel luogo ne conserva l'intera essenza:
cavata dal fianco del monte, o raccolta, restituisce, attraverso
l'antica conoscenza e coscienza della sua manipolazione, l'ideale e
profonda unione dell'uomo con la terra.
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