"DU DÉSIR DE DURER" (APRÈS)
di Raffaele Gavarro © Arte Fiera 91, Bologna/Romberg Edizioni
Frans Ferzini ha lavorato un blocco di Pietra Serena, nel
quale si è scoperta la presenza di un "Guerriero" adagiato, immobile
all'interno del blocco stesso.
Sulla pelle litica la luce incontra i segni aspri della puntinatura
e della gradinatura, le emersioni di un elemento della maglia su cui
si richiude il silenzio della pietra, fino a giungere a quella
fessura profonda che incide la superficie rigidamente geometrica
dell'elmo-bunker.
E' l'incontro con la morte, attraverso la tomba, eroica nella
presenza remota del guerriero immerso nella pietra-terra. La
terribilità del mistero, che si concentra in quella fessura, che è
tramite tra l'interno e l'esterno, esclude la spaventevolità del
fatto, conducendoci in quello appunto del passaggio, come destino
incontrastabile dell'uomo al cambiamento, alla mutazione. E quindi,
è il mistero del non-conosciuto che diventa l'enigma verso il quale
tende, più o meno consapevolmente, il fare dell'uomo, che nel
momento, anche iniziatico, del rinnovamento e della rinascita trova
la sua risoluzione altrimenti impenetrabile.
Il colore grigio dell'Arenaria di Scurano, modulato dai chiaroscuri
delle rigature e delle zone puntinate, reso drammatico da netti
tagli geometrici fortemente contrastanti, è qui elemento proprio
della plasticità della forma, ad essa intimamente connesso come
parte non secondaria della materia che si offre. E oltre ciò, il
grigio si pone anche con un ulteriore valenza: se infatti esso è
oggi comunemente collegato alla tristezza, alla malinconia, e quindi
a un senso comune del lutto; bisogna ricordare che nel medioevo esso
era anche associato alla resurrezione, tanto da venir usato nelle
rappresentazioni, come il colore del mantello del Cristo nel
Giudizio Finale*.
Ma quest'ultimo punto è presente nella scultura di Ferzini, direi
non come aspetto forzatamente simbolico, di una cultura distante
dalla nostra contemporaneità, a cui con atteggiamento erudito
attingere; quanto per un riemergere dato dalla coscienza della
complessità della stratificazione, in cui pur esiste la
corrispondenza inaspettata, ma significante, quando l'oggetto di
analisi è appunto l'uomo.
Note:
* In: Frèdèric Portal, "Des couleurs symboliques, dans l'Antiquitè,
le Moyen Age et les temps Modernes", Parigi, 1837
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